La nascita dei laghetti da pesca risale al lontano 1964 .
Salvador Bortolo, mio zio (www.trotapiavesile.it)
il primo e più importante allevatore italiano pensò, per una vendita più
capillare nelle zone del centro nord, di allestire un vasto deposito in Emilia
Romagna. Scelse di realizzare i bacini in una zona che avesse alcune
particolari caratteristiche che la rendesse il più simile possibile
all’ambiente in cui le trote erano allevate. Sin dall’inizio pertanto si diede
maggior rilevanza alle qualità dell’acqua che ad altri aspetti estetico
ricreativi. La particolare posizione dei laghetti consente infatti, l’entrata
di una parte del corso d’acqua che scorre parallelo ai laghi ,all’interno degli
stessi,, ricreando la situazione che si verifica abitualmente in allevamento.
Una serie di ponticelli collega i quattro laghetti in maniera che l’acqua dal
punto di entrata procede attraversandoli fino a rientrare totalmente nel fiume,
realizzando quel procedimento a cascata tipico degli allevamenti del nord
Italia. Ora in seguito a
scriteriate escavazione che hanno abbassato il letto del fiume di
alcuni metri, il procedimento non avviene più naturalmente, ma tramite un
continuo pompaggio. Altre caratteristiche che alla sua nascita lo differenziava
da tutti gli altri impianti erano la forma dei laghetti che nati realmente per
la pesca sportiva e non riciclati da ex cave, avevano dimensioni molto più
piccole di quelli allora in uso . Anche la profondità di 3 ai 4 metri ideale
per la pesca sportiva si distingueva dagli altri laghi che o erano poco
profondi, poichè ricoperti dalle cave dopo l’estrazione con fango e terra, o
profondissimi e assolutamente inadeguati ( addirittura 10 metri!.). Un'altra
caratteristica è l’utilizzo delle riserve, ossia piccoli bacini profondi in cui
vengono alloggiate le trote al momento del loro arrivo. Niente gabbie o reti
quindi. In queste vasche con acqua corrente le trote vivono alcuni giorni di
pace assoluta in attesa purtroppo della pace eterna. Amen Quindi è sorprendente
come, nonostante siano passati tanti anni, ancora oggi questo impianto, per
queste sue peculiarità può essere considerato all’avanguardia nella pratica
della pesca sportiva. Naturalmente il pescatore non è obbligato a comprendere
la differenza tra un laghetto di pesca con acque in “movimento” e altri bacini
bellissimi, profondissimi e lussureggianti ma con acque che risalgono al
neolitico, spesso rese vitali grazie alla costante utilizzo di prodotti
chimici. La particolare pescosità e soprattutto la prova della tavola però
molte volte possono aiutare a capire la differenza.
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